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Paolo Levi, L’ Arte della Memoria

Giovan Battista Rotella, con la sua ricerca figurale, risponde al quesito tutt’altro che ingiustificato, se attualmente c’è qualcosa di nuovo e di veramente originale nel campo specifico della pittura. Si avvertiva da tempo la necessità di un racconto espressivo, soprattutto colto, per poterci tranquillizzare e capire che l’arte della forma e della materia non è ancora finita nel limbo delle cose perdute per autoesaurimento. Questa consolante certezza ci proviene da pittori come Gian Battista Rotella, che fanno ricerca, che scandagliano il proprio inconscio, riportando in superficie l’originale sintesi di sensazioni, che a livello critico definiamo intuizione poetica. E l’ispirazione di Rotella appartiene a un pittore che non ha nulla da spartire con i maestri che lo hanno preceduto; definirlo un iniziato è quindi un atto dovuto. In questa indagine che vado a svolgere, va premesso che il lavoro pittorico di Rotella appartiene alla storia dell’arte del nostro tempo, appartenendo da una parte all’avanguardia concettuale, e dall’altra alla tradizione. I suoi dipinti su tela non sono certo facili: le quartine filateliche, le affrancature, le scritte che accompagnano queste immagini in forma di missiva sono eseguite in maniera talentuosa. L’idea grafica del francobollo dentellato e delle buste con bizzarre intestazioni, timbrature e destinazioni, non è affatto gratuita, ma esalta la delicata armonia di lavori, dove i ritratti si riuniscono in una sorta di unità culturale, che dà preciso significato al contesto narrativo. Si tratta di un’invenzione estremamente abile, dove toni e colori rimandano a una tradizione precisa, quella delle emissioni filateliche commemorative, e dove le citazioni del grandi maestri e degli uomini politici del Novecento, o quelle che rimandano alla cinematografia, sono esercizi di perfetta mimesi iconica e consonanza stilistica. Sono emissioni di fantasia, eppure plausibili, così come le scritte, i valori, la consistenza apparentemente cartacea delle buste. Sono dipinti che non impongono contrasti visivi, grazie ai colori che giocano un ruolo significativo attraverso accostamenti attentamente sorvegliati da un artista che non lascia nulla al caso. È abbastanza facile, in casi come questo, – perché evidentemente si tratta qui di una ricerca concettuale concepita a tavolino – cadere in errori visivi, o in eccessi di zelo compositivo; tuttavia Rotella sa come evitarli, esercitando un controllo ferreo sui suoi mezzi espressivi. Inedito poeta dell’immagine, egli sa raccontare storie struggenti, che vanno ben oltre quella che, comunque, è una felice invenzione compositiva: non sono certo gratuite le due opere Gott mit uns e Censura, che risuonano come avvertimenti per le nostre coscienze e come rimandi a una memoria storica troppo spesso rimossa. Così, per Matteotti, crea un’opera dove l’elemento visivo si struttura e si coniuga nella tensione che sottende al disegno compositivo. Il ritratto del deputato fatto uccidere da Mussolini è accompagnato da una grande scritta simile a quella di un imballaggio – Fatelo tacere – che campeggia sul profilo del Duce, anch’egli ovviamente in formato francobollo. Quanto alla busta, una minaccia incombe sia nell’indirizzo, che nell’intestazione burocratica e carceraria. Di uguale tenore è l’annullo inquietante – verificato per censura – che è intelligente finzione di un reperto d’archivio, conciliando in modo perfetto la scrittura e la ritrattistica. Il messaggio ci riporta al ricordo amaro dell’Italia fra le due guerre, alla mancanza di libertà d’azione e di pensiero a causa delle leggi fasciste. Rotella commemora allo stesso modo il carcere inflitto a Gramsci, che ne morirà, e il confino che umiliò spiriti liberi come Nenni e Salvemini. Ci troviamo quindi di fronte a una ricerca, dove una cultura attenta e profonda ben si coniuga con precise scelte di campo, rivelando anche la sensibilità di un autore che ama la poesia, la musica, la letteratura, il buon cinema e i grandi maestri della pittura che hanno aperto le porte del Novecento, chiudendo i conti col passato. Egli inventa un annullo che recita A mister Freud, accompagnato da timbrature, – manoscritti da non piegare – e scritte tracciate con tratto infantile. La destinazione – London – è coperta da una croce, con un gesto di pura concettualità che avverte dell’universalità dell’artista nipote del grande Sigmund, e che considera la sua cittadinanza inglese solo una pura contingenza. Fanno da cornice a queste scritte singolari l’intestazione del mittente, l’Accademia Nazionale L. Cherubini – Città di Firenze, e tre immaginifici francobolli con Manzoni, Puccini e Modigliani, che appartengono evidentemente al Parnaso privato di Rotella, italiani sì, ma universali. La bellezza di questi lavori si mostra proprio attraverso una serie di colti messaggi interdisciplinari, portatori di un’utopia, lampanti nella loro carica provocatoria, e profondamente suggestivi nella loro dimensione poetica. Scrittura, immagine, colore, sono gli elementi basilari che definiscono il carattere pittorico e contenutistico del lavoro di Rotella, ma non solo: in questi lavori, uno più intelligente e originale dell’altro, egli mostra la sua capacità di usufruire, ben calibrandole, le esperienze della ricerca sperimentale dell’arte moderna e contemporanea, utilizzando la modalità della busta o della cartolina postale come spazio emblematico di comunicazione visiva, e insieme come occasione di un racconto compiuto; nella sua intenzione la missiva diventa emozione soggettiva, affabulazione fervida, e moto profondo di sincerità. Il suo repertorio rispecchia un animo saldo nelle certezze, e intelligentemente creativo nei dubbi, che lo rendono consapevole e interrogante anche sulla precarietà del nostro presente.

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The Art of Memory

Giovan Battista Rotella, with his figural research, answers the question not at hall unjustified, if there is something really new and original in the specific field of painting nowadays. We have felt for a long time the need for meaningful story, above all cultured able to reassure and understand that the art of form and matter is not in the limbo of lost things for autoesaurimento yet. This comforting certainty comes to us from some artists such as Gian Battista Rotella, who do research, probing their own unconscious, bringing to surface the original synthesis of sensations, which we call critical poetic intuition. And the inspiration of Rotella belongs to a painter who has nothing to do with the masters who preceded him, call him a beginner is therefore a due act.
In this survey I’m going to play, consideration must be that Rotella’s painted work belongs to the art history of our time, belonging on one hand to avant-guardism, and on the other to tradition. His paintings on canvas are certainly not easy: the quatrain stamps, the postages, the writings that accompany these images in the form of the message are executed in a talented manner. The graphical idea of the perforated Stamps and envelopes with bizarre headlines, stampings and destinations, is not free at all, but enhances the delicate harmony of work, where the portraits come together in a sort of cultural unity, which gives precise meaning to the narrative context. This is an extremely clever invention, where the tones and colors put off us till the precise tradition of commemorative stamps, and where the quotes of great masters and the politicians of the twentieth century, or those that refer to the film are exercises of a perfect iconic mimesis and stylistic empathy. Paintings are imaginative emissions, but plausible, as well as written, values, the apparently consistence of the printed envelopes. They are paintings that do not require visual contrasts, thanks to colors playing a significant role through combinations carefully monitored by an artist who leaves nothing to chance. It is quite easy in cases like this – because obviously there is a conceptual research designed on paper – to fall into visual errors or compositional excess of zeal, but Rotella knows how to avoid them, by exercising on iron control over his means of expression.
Unpublished poet image, he can tell poignant stories that go far beyond that, however, is a happy invention of composition: the two works Gott mit uns and Censura are certainly free, and resonate as a warning to our consciences and as references to a historical memory too often removed. So, for Matteotti, he creates a work where the visual element is structured and combineted in the tension that underlies the design composition. The portrait of the Deputy killed under order of Mussolini is accompanied by a large writing-like packaging – Let stop him to talk – which dominates on the profile of the Duce, who is also obviously in stamp format. As for the envelope, a threat lies both in the address, and in the bureaucratic and prison heading. The same standard has the warrying cancellation – Verificato per censura – that is an intelligent fiction of finding a stock, in a perfect way to combine writing and portraiture. The message carries us back to the bitter memory of Italy between the two wars, to the lack of freedom of thought and action because of the fascist laws. Rotella celebrates in the same way the prison dealt to Gramsci, who will died for this reason, and the confinement that humbled free spirits as Nenni and Salvemini.
We are therefore faced with a research where a careful and deep culture well is combined with specific choices of the field, revealing also the sensibility of a author who loves poetry, music, literature, good cinema and the great masters of painting who opened the doors of the twentieth century, closing accounts with the past. He invents a postmark that reads to Mr. Freud, accompanied by stamping, – Manuscripts not to bend – writings drawn with childlike. The destination – London – is covered by a cross, a gesture of pure conceptual universality of the artist a grandson of Sigmund, and his British citizenship, which considers only a pure contingency. The framework for this unique writings are the header of the sender, l’Accademia Nazionale L. Cherubini – Città di Firenze, and three stamps with imaginative Manzoni, Puccini and Modigliani, apparently belonging to Rotella’s private Parnassus, Italian, yes, but universal.
The beauty of these works is shown through a series of learned interdisciplinary messages, bearers of a utopia, striking in their provocative office, and profoundly beautiful in their poetic dimension. Writing, image, color, are the basic elements that define the character and content of Rotella’s pictorial work, but not only: in these works, one more intelligent and original than the other, he shows his ability to use, well balanced, the experience of experimental research in modern and contemporary art, using the rules of the envelope or postcard as emblematic space of visual communication, and also as an opportunity for a story done, according to his intention, the letter becomes a subjective emotion, a lively narration, and a deep motion of sincerity. His repertoire reflects a balance in mind certainties, and creative intelligence in doubt, making him conscious and perplexed even on the precariousness of our present.

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